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Penna d’oca 2015 a Cristiano Cadoni (il Mattino). Menzione speciale a Giacon (il Gazzettino). A Roberta Polese il riconoscimento di Stampa Veneta Insiemeo

Mauro Giacon, Roberta Polese, Cristiano Cadoni

Cristiano Cadoni, 45 anni, cronista del “Mattino di Padova”, è il vincitore del premio Penna d’oca 2015 promosso dall’Associazione Stampa Padovana con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Il giornalista è stato premiato nel corso di una cerimonia che si è svolta nella sala Rossini del Pedrocchi a Padova. Una menzione speciale è stata assegnata al giornalista Mauro Giacon (Il Gazzettino). A Roberta Polese un riconoscimento di Stampa Veneta Insieme.

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In Municipio un atto contro la libertà di pensiero, di stampa e di espressione

Associazione stampa padovana e Sindacato giornalisti Veneto ritengono di particolare gravità quanto avvenuto oggi, 13 ottobre 2017, nella sala Paladin del Municipio di Padova. Nel corso di una conferenza-stampa del Sindaco Sergio Giordani e del vicesindaco Arturo Lorenzoni, convocata peraltro solo tre ore prima, un gruppo di consiglieri e di militanti dell'opposizione, guidati dall'ex sindaco Massimo Bitonci, ha fatto irruzione nella stessa sala, contestando i relatori (con cori, slogan, uso di trombette e fischietti), impedendo nei fatti la prosecuzione della conferenza-stampa, alla presenza di numerosi giornalisti della carta stampata e delle tv locali.
L'incontro è potuto riprendere solo quando il gruppo (una ventina di persone) si è allontanato. Assostampa padovana e Sgv denunciano che questo episodio di intolleranza contro la libertà di pensiero, di stampa e di espressione (art. 21 Costituzione) è ancora più grave perché avvenuto in una sede istituzionale, interrompendo un pubblico servizio doveroso nei confronti dei cittadini (art. 3 Cost.) e dei mezzi di comunicazione e si dichiarano preoccupati per tali comportamenti, tanto più se posti in essere da rappresentanti delle istituzioni. Il disagio e l'imbarazzo in cui si sono trovati i cronisti non è nuovo, purtroppo. I giornalisti padovani chiedono di poter continuare a fare il proprio lavoro al meglio, senza trovarsi in condizioni in cui il rischio di essere utilizzati e strumentalizzati per fini politici contrapposti è evidente